Padova

La presenza ebraica risale alla fine del XIII secolo. La Comunità visse in condizioni relativamente tranquille dedicandosi al commercio e al prestito di denaro. Il passaggio della città alla Repubblica di Venezia (1405) determinò un progressivo inasprimento delle condizioni. Rimase tuttavia permesso agli ebrei di laurearsi presso la prestigiosa università della città, sia pur con tasse aggiuntive. Proprio da quegli anni, Padova divenne importante centro per gli studi ebraici, ospitando figure di rilievo, alcune delle quali sepolte nei 2 cimiteri ancora esistenti.

Risale al 1603 la reclusione nel ghetto. Fu scelta l’area prossima alla piazza delle Erbe (Square of the Herbs, the main square in the old part of Padua where till nowadays the market is taking place) in cui la comunità era da tempo già stata concentrata e dove si trovavano le botteghe di ebrei e due sinagoghe. Portoni sorvegliati la isolavano nelle ore notturne e da cui gli ebrei potevano uscire solo di giorno ed esibendo il “segno giudaico” (un pezzo di tessuto colorato sugli abiti o un cappello di foggia e colore particolare).  Lo spazio residenziale era assai esiguo per cui si sviluppò in altezza, creando alte costruzioni come nelle case torre di via dell’Arco. Il vincolo della segregazione cadde all’arrivo dei francesi nel 1797, e al passaggio della città sotto l’Impero austro-ungarico non venne ripristinato. La piena parità giunse nel 1866 con l’annessione al Regno d’Italia.

Fulcro dell’area era la Scola Todesca sede dell’attuale Museo Ebraico aperto nel giugno 2015. Questo è diventato il punto di riferimento e di partenza per una visita alla Padova ebraica grazie anche alla sua locazione proprio all’interno dell’area che delimitava l’antico ghetto ebraico. Dopo la visita al Museo si può passeggiare per le strette e suggestive vie dell’antico ghetto dove visiteremo la sinagoga Italiana che, come tutte le sinagoghe nei vecchi ghetti è priva di segni esteriori, ma riccamente addobbata internamente. Altra visita meritano i 2 cimiteri ancora esistenti dei 7 che vi erano un tempo, dove riposano diversi Hachamin tra i quali rabbino Meir Katzenellenbogen (Praga 1482 – Padova 1565) noto anche come il MaHaRam, Don Itzchaq Abravanel e il rabbino Samuel David Luzzatto, il SHaDaL (1800-1865).

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