Ferrara

Il quartiere medievale di Ferrara conserva le memorie di una comunità ebraica tra le più antiche d’Italia. Le prime presenze documentate risalgono al 13° secolo, ma lo sviluppo maggiore lo si ebbe nel 14° e 15° sotto il dominio degli Este fino a quando, nel 1598, Ferrara passò sotto il controllo della Chiesa che da prima introdusse diverse restrizioni e nel 1627 istituì il ghetto dove la popolazione ebraica dovette risiedere fino all’Unità d’Italia nel 1861.

Il percorso alla Ferrara ebraica potrebbe iniziare respirando l’atmosfera di una delle più antiche strade ferraresi, la splendida Via delle Volte, caratterizzata da circa 3 chilometri di arcate fino giungere a Via Mazzini (named after one of the founding fathers of Italy) , la strada principale dell’antico ghetto, dove un tempo si concentravano i negozi degli ebrei, dai vecchi edifici che hanno mantenuto la loro struttura originaria. Al suo imbocco vi era uno dei cinque cancelli di chiusura del quartiere e in alto una lapide ricorda l’istituzione del ghetto. Il resto del ghetto era delimitato da Via Vignatagliata, Via Vittoria e Piazzetta Isacco Lampronti:  case in cotto, alcune disadorne altre con portali riccamente decorati o con balconcini in ferro battuto, la scuola ebraica dove Giorgio Bassani (his is the famous “The Garden of the Finzi Continis”) insegnò durante la segregazione razziale del periodo fascista, il vecchio forno delle azzime, l’asilo e l’ospizio.   Al n. 95 di Via Mazzini si trova l’edificio acquistato nel 1485 dal ricco banchiere romano Ser Samuel Melli e dove, sino ad oggi, si trovano le principali istituzioni comunitarie incluse le 3 sinagoghe sopravvissute: l’ex Tempio Tedesco (Askenazita), l’ex-Tempio Italiano e l’Oratorio Fanese costruito nel 19°secolo e ancora oggi usato per le funzioni dello Shabat. . Accanto al portone d’ingresso si notano due lapidi a ricordo delle deportazioni nazi fasciste  del 1943. All’interno dell’edificio delle Sinagoghe, si trova il Museo Ebraico che custodisce una raccolta di oggetti liturgici, arredi settecenteschi e documenti. A questo museo si è affiancato di recente in un’altra zona della città il moderno MEIS (Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoà) uno dei musei ebraici più grandi in Europa.  Al suo interno potrete usufruire anche di  una caffetteria e un ristorante kasher.

 

All’interno del ghetto in via delle Vigne uno dei 2 cimiteri ebraici di Ferrara, un luogo dove lapidi di diversi periodi storici e tombe monumentali disegnate da architetti famosi nel periodo dell’ emancipazione si alternano a spazi verdi. Nel corso del Settecento il cimitero subì devastazioni per mano dell’Inquisizione; lapidi cinque e secentesche abbattute nel 1718 furono reimpiegate nel rifacimento della colonna del monumento al duca Borso visibile sopra una delle porte d’ingresso alla città vecchia.

La visita poi prosegue in direzione della Cattedrale, del Castello e alla scoperta delle altre attrazioni di questa bellissima città.

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