Cherasco

Nel Settecento si consolida la presenza ebraica a Cherasco. Il ghetto fu istituito dai Savoia nel 1740 in un grande caseggiato (ancor oggi identificabile), all’angolo tra le odierne via Marconi e via Vittorio Emanuele. A quest’epoca risale anche la costruzione della sinagoga, rinnovata nel 1797, la quale conserva a tutt’oggi gli arredi barocchi originali ed il carattere familiare e nascosto delle sinagoghe del tempo. La comunità ebraica di Cherasco fu sempre numericamente modesta. La fine del ghetto, nel 1848, significò anche il rapido declino demografico con l’emigrazione verso i centri maggiori della regione, tanto che già nel 1857 la Legge Rattazzi aggregò la comunità a quella di Cuneo, e la Legge Falco nel 1930 a quella di Torino. Tra i membri illustri della comunità di questo periodo si ricorda in particolare Emilio Debenedetti, il primo ebreo italiano laureato in ingegneria, che agli inizi del XX secolo dotò la cittadina della prima illuminazione elettrica e donò alla torre civica la campana, che alla sua morte per sua espressa volontà accompagnò con tre rintocchi il suo funerale. A testimonianza della presenza ebraica a Cherasco rimane anche il piccolo cimitero nella via Salita vecchia, all’ingresso del paese. Piccola e raccolta, la sala di preghiera della sinagoga di Cherasco ha l’aspetto di un salotto familiare. A pianta quadrangolare, presenta al centro una Tevà ottagonale a baldacchino in legno scolpito e ornato da colonne tortili. L’Aron settecentesco, in legno scolpito e dorato, si trova sulla parete est. Le altre pareti riportano iscrizioni di vario genere mentre alcune colonne dipinte incorniciano il piccolo matroneo che si affaccia, in posizione elevata, sul tempio. E’ possibile visitare una piccola aula di studio posta di fronte alla sala di preghiera e dalle cui finestre si colgono le tracce dell’antico ghetto. L’annessa mostra fotografica Vita e cultura ebraica, che espone scatti del fotografo Giorgio Avigdor, illustra la storia degli ebrei del Piemonte e lo straordinario patrimonio culturale rappresentato dalle splendide e antiche sinagoghe della regione.

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